Mondolibri Mondolibri i nostri club
anteprima dei nostri club
Interviste  
Libri Musica Film
Stefania Bertola
Corrado Augias
Geronimo Stilton
Julie Parsons
Melania Mazzucco
Paola Mastrocola
Paul Burrell
Beppe Severgnini
Fabio Volo
Gianrico Carofiglio
Giorgio Faletti
Mireille Calmel
Niccolò Ammaniti
Susanna Tamaro
 
Home page
Chi siamo
Scrivi
 
Paola Mastrocola
Dopo il fortunato esordio con La Gallina volante (che le valse il Premio Calvino per l'inedito 1999), e il successivo Palline di pane (finalista al Premio Strega 2001), Paola Mastrocola ci affascina ora con un racconto divertente e serio, reale e fiabesco... bellissimo, che ancora una volta indaga il mondo dei giovani e la società contemporanea nelle sue crepe più drammatiche ma anche umoristiche. Protagonista di Una barca nel bosco è un giovane di nome Gaspare che, da un'isoletta del Sud, sale a Torino con la madre per frequentare il liceo. Figlio di un pescatore, Gaspare è uno studente brillante e fantasioso, ama il latino e le poesie di Verlaine. Ha talento da vendere e per questo i genitori, per assicurargli un destino diverso dal loro, decidono di farlo studiare al Nord. Al liceo, però, Gaspare si scontra con insegnati mediocri e compagni di classe interessati più alle felpe che allo studio. Per non essere fuori moda, "una barca nel bosco" appunto, Gaspare compie un processo di omologazione, rinunciando a se stesso e alla propria natura. Ma non ai sogni e alla fantasia. Lo stile del romanzo è vivace e ironico, e l'autrice con una successione di eventi a volte comici e grotteschi, a volte struggenti, ha scritto un romanzo che è piaciuto molto, anche ai librai di Pontremoli che lo hanno incluso tra i finalisti del Premio Bancarella 2004.
Lei racconta una scuola disumana e ignorante: i professori non insegnano quasi nulla (perché non sono in grado o per altre ragioni?) e i giovani sono interessati più alle scarpe e alle felpe firmate che alla loro istruzione. Siamo già a un "punto di non ritorno" o si può sperare in una inversione di tendenza? Di chi è veramente la colpa, secondo lei?
La società oggi chiede cose nuove alla scuola, molto diverse da quel che da sempre la scuola sapeva fare. Non chiede più di trasmettere dei contenuti né di fornire un'istruzione. Chiede di "tenere insieme" i ragazzi, di rendere ben saldo il "gruppo classe", di divertire e motivare, di affrontare il disagio giovanile, sociale e psicologico, di occuparsi di problemi quali l'alimentazione, le droghe, le malattie da contagio, l'educazione stradale... Si vuole una scuola dell'aiuto, non della cultura. Quindi gli insegnanti non insegnano più: forse, in parte, non sanno più la loro materia, ma certamente nessuno chiede più loro di saperla! Questa è l'ultima competenza richiesta, la meno necessaria. Spero che invertiremo la rotta, perché stiamo privando i giovani di una grande ricchezza. Ma ci vorrà del tempo, molto tempo…
I genitori di Gaspare sono decisamente "all'antica" e proiettano, come è normale a mio giudizio, nel figlio le loro speranze e le loro illusioni. È ancora così? Che ruolo hanno i genitori nel processo di disgregamento della scuola?
I genitori di oggi, ovvero gli adulti della mia generazione, pensano molto a sé e alla propria autorealizzazione: sono genitori-adolescenti. Vogliono il bene dei figli, certo, ma lo risolvono in un benessere tutto esteriore, fatto di successo economico e relazioni utili. Credono molto poco nella scuola. La ritengono soltanto una tappa necessaria a fornire il pezzo di carta. Dopodiché si arrabattano a sistemare i figli come meglio possono, o mantenendoli fino a tarda età, o trovando loro un lavoro grazie alle conoscenze. Lo studio è l'ultima risorsa, anzi, chi ci crede ancora è considerato un povero fallito. Chi ci crede… sono le famiglie all'antica, appunto, quelle che devono ancora fare sacrifici nella vita, e che chiedono qualcosa ai figli, ad esempio di fare il loro dovere. Ma anche dovere è una parola antica…
Come si vive accanto ai giovani?
Sconcertati e colpevoli. Ci sembrano un mondo di alieni, sprovvisti ormai di qualsiasi bussola. E quando ci fermiamo a chiederci perché, scopriamo che siamo noi a non aver indicato la direzione. Siamo la loro bussola mancante. Di qui i nostri sensi di colpa. I giovani sono il nostro specchio, e oggi non è bello guardarci…
Come immagina la scuola ideale?
Una scuola "alta", che insegna cose difficili, sfida continuamente l'intelligenza a imprese sempre più ardue e pretende un grande impegno. Una scuola "chiusa" a tutte le sollecitazioni esterne più frivole, alle infinite dispersioni e ai collegamenti che i giovani hanno già normalmente nella loro vita quotidiana e che quindi sarebbe bene, almeno nell'universo scolastico, limitare. Infine, una scuola che sa anche "premiare" i migliori, e non solo cercare di riacchiappare i dispersi.
La lettura continua su wwww.juniorclubonline.com
 
News Letter
È l'inserto cultura di Mondolibri.it Iscriviti subito: è il modo più semplice per conoscere fatti e misfatti del mondo editoriale.
 
Interviste
Autori famosi e grandi interpreti ti raccontano in esclusiva tutto quello che avresti voluto sapere. E qualcosa in più.
 
Libro in assaggio
Per ogni libro, subito un gustoso assaggio: puoi leggere on line il primo capitolo.
 
Biografie
Storia, date, eventi e vita vissuta degli autori e dei tuoi artisti preferiti: per conoscerli da vicino, per sapere chi sono.
 
I nostri amici
Qui hai a disposizione tante possibilità di shopping e di affari. Fidati: sono tutti nostri amici!
 
 
Multimedia design:ESSAI |  Aggiungi questo sito alla lista dei tuoi preferiti.  |  Proprietà esclusiva Mondolibri spa 2001-2003 - pIVA 12853650153